Caso Ragusa, il marito si avvarrà della facoltà di non rispondere

PISA – Un fax recapitato in procura il 24 febbraio scorso dal suo avvocato Roberto Cavani con il quale Antonio Logli annuncia di rifiutare di sottoporsi all’interrogatorio del pm mette di fatto la parola fine alle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa.

L’interrogatorio di Logli, dopo due anni di indagini caratterizzate da quello che gli inquirenti definiscono ”un convergente quadro indiziario” nei suoi confronti, era da tempo considerato l’ultimo passaggio formale prima della definitiva chiusura dell’inchiesta. Resta da capire quali saranno adesso le prossime mosse della procura, ma non è escluso che di fronte alla mancata collaborazione dell’indagato possa valutare azioni più stringenti nei suoi confronti.

Logli era stato invitato a comparire nei giorni scorsi davanti al pubblico ministero, Aldo Mantovani, con la data già fissata per il 25 febbraio, ma il legale ha inviato una comunicazione scritta via fax per confermare la volontà del proprio assistito ”di avvalersi della facoltà di non rispondere”. Sul tavolo della procura ora ci sono tutti gli elementi per decidere: in particolare quelle che gli investigatori definiscono le “bugie” di Logli il quale ordinò all’amante di distruggere i loro telefoni cellulari segreti. La donna ubbidì anche se poi rivelò tutto agli inquirenti, ma, per l’accusa, questo resterebbe comunque un palese tentativo di inquinamento delle prove.

Fonte: ANSA

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