“Capodanno Pisano 2015, i nostri auguri ai Pisani. Il riepilogo dei nostri eventi e le criticità da non ripetere”

PISA – “Un raggio di sole vero -non certo quello di un freddo e triste fascio elettrico- si è fatto spazio tra le nere nuvole e, subito dopo la recita del “Salve Regina”, ha impresso la propria brevissima presenza sulla celebre mensola della nostra amata Primaziale, dando così inizio -nel rito dell’Incarnazione di N.S.G.C.- al Calendario in Stile Pisano. La nostra gioia è stata grande e ci siamo emozionati: molte le scolaresche presenti e accompagnate da attente maestre, molti i figuranti del corteo storico, molti i Pisani tra l’incuriosito e l’inorgoglito. Proprio questi sono, secondo noi, i sentimenti veri che affiancano e danno spessore ad una Festa Pisana: il giusto equilibrio tra curiosità, voglia di esserci, voglia di testimoniare al mondo la Pisanità nella sua interezza. Valori che possono portare Pisa molto lontano se sostenuti.

sindaco

Certamente molte cose devono essere rivedute e corrette il prossimo anno per dare quell’immagine di autorevolezza che compete a questi Eventi Pisani che debbono anche essere venduti con almeno sei mesi di anticipo ai tour operator mondiali: un controllo qualità è necessario e determinante per poter essere maggiormente attrattivi, credibili e competitivi con altre realtà artistiche italiane. Il nostro sodalizio non è rimasto a guardare per criticare ma ha collaborato fattivamente, con fatica ma anche con tanto entusiasmo, ad arricchire il cartellone degli Eventi. La poetessa Sandra Lucarelli lo scorso venerdì 21 presso la nostra sede, ha dato lettura a poesie sul tema “Il sacro, il mitico e l’umano”. Nella vigilia del Capodanno, lunedì 24, il Prof. Francesco Mallegni ha allietato il folto pubblico con una conferenza storica dal titolo “Il Conte Ugolino: un sacrificato” dove, dopo un breve ma intenso riepilogo dei fatti storici che portarono alla morte il celebre Conte -già Podestà di Pisa dopo la tragedia della Meloria- assieme a figli e nipoti, ha illustrato la difficile ricerca dei resti del Conte Ugolino e l’analisi delle ossa rinvenute. Una ricerca che non era scontata: molti storici pisani erano convinti, in buon fede ma messi sulla cattiva strada da documenti falsi, che le spoglie si trovassero in quel di Firenze. Mallegni, con sicurezza, ha ripercorso quei giorni in cui finalmente venne individuato ed aperto il chiusino d’accesso alla tomba-ossario del Conte Ugolino nella Chiesa di San Francesco.

Un Conte Ugolino che avrebbe dovuto godere di una certa fisicità, mascella volitiva, forte, nonostante i suoi 70 anni dell’epoca- e molto nutrito di pesce. Non così per uno dei suoi nipoti, dedito viceversa, ai piatti di carne. Su tutti i reperti il Prof. Mallegni ha trovato tracce evidenti di magnesio nelle costole: segno che i prigionieri erano stati tenuti veramente a pane ed acqua per mesi interi. Smentitissima, ancora una volta e tra le risate generali, la diceria che si fossero cannibalizzati a vicenda o peggio che il Conte si fosse nutrito dei resti degli altri: nessuna traccia materica è stata trovata e per di più è quasi impossibile che i 70 anni del Conte Ugolino gli fossero stati utili a sopravvivere rispetto ai più giovani. Purtroppo, molte tracce ossee hanno evidenziato che i cadaveri dei prigionieri furono attaccati con arpioni per essere trasportati dalla Torre della Muda (o dei Gualandi) in altro luogo, forse a quello di sepoltura: un sistema assai crudele che segna il rancore dell’allora “opinione pubblica” circa le gravissime tensioni, i postumi della Meloria e l’andamento delle difficili trattative di pace con le Repubbliche di Lucca e Firenze. Mancavano a Pisa infatti più di 6000 prigionieri caduti nelle mani dei genovesi e da loro rinchiusi e internati a Campo Pisano: pochissimi tornarono se non pagando ricchissimi riscatti. Anche per questo, il Conte Ugolino e i suoi diretti discendenti furono travolti dalla rabbia popolare istigata -sembra- dall’Arcivescovo Ruggeri degli Ubaldini e di altre famiglie nobiliari a lui amiche.

Se il Prof. Mallegni ha lasciato di stucco gli astanti, subito dopo è stata la volta della musica medievale riprodotta dall’Ensemble Ecclesia in parte già visti in opera lo scorso 29 settembre alla Chiesa di San Giovanni al Gatano durante il concerto “Pisa crociata”: questa volta Shadya Zamzam, Jennifer Schittino, Alessandro Carmignani e Mirko Giuntini. Quest’ultimo, con alla mano una fedele e funzionante copia del medievale organetto diatonico: una base musicale rarissima e affascinante ad un coro a cappella che ha recitato brani dei canti di Crociati in viaggio verso la Terrasanta e passi della letteratura dei cavalieri e dell’amor cortese. Un appuntamento che ha strappato applausi a scena aperta: dalla conferenza del Prof. Francesco Mallegni fino alle rarissime musiche medievali. Subito dopo gli “Amici di Pisa” hanno organizzato un simpatico cenone di fine d’anno in stile pisano 2014 presso un noto albergo del centro storico con un menù prelevato dalla Cucina Tipica Pisana ed infarcito da repliche dei brani musicali prima recitati con le voci di Jennifer Schettino e Alessandro Carmignani e seguiti dai suoni eseguiti da Stefano Bigagli e Antonio Gentilini.

Gli “Amici di Pisa” hanno ospitato il giorno seguente nella loro sede di via Pietro Gori, lo storico Paolo Gianfaldoni che ha illustrato alla platea -al cui interno spiccava la presenza di un folto gruppo di allievi per Guide Turistiche della Scuola Esedra- come è rinata la celebrazione del Capodanno Pisano nell’era contemporanea. Ecco il punto saliente dell’intervento di Paolo Gianfaldoni: “… nei primi anni ’80, parlando di Pisanità con Monsignor Riccardo Barsotti, canonico del Capitolo della Primaziale Pisana, venni informato di alcune approfondite e circostanziate ricerche effettuate da un sacerdote studioso di astronomia, Mons. Luigi Bramanti anch’egli canonico, negli anni subito successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Incuriosito, feci ulteriori ricerche e studi che mi permisero di pubblicare un articolo sul numero 38 del giornale diocesano Vita Nova del 24 ottobre 1982, in merito all’esistenza di un Calendario Pisano. Da lì, aspettai il 25 marzo dell’anno successivo, il 1983, per averne conferma. Quel giorno, accompagnato da Foto Efos e da Aldo Paradossi di Canale 50 e grazie ad una bellissima giornata di sole assistemmo emozionati all’evento. Pochi giorni dopo, dalle colonne pisane de La Nazione di venerdì 8 aprile 1983, annunciai ad una città distratta l’inizio dell’anno in stile pisano. Dopo qualche anno, altri Pisani hanno saputo riproporre l’evento del Capodanno Pisano che cade nel giorno dell’Annunciazione di N.S.G.C….”. Dunque Pisa è nel 2015: il prossimo passo è migliorare e mettere a punto senza contrapposizioni, le altre Feste che verranno. Pisa deve far vedere al mondo quanto è bella!”

IL PRESIDENTE DEGLI AMICI DI PISA DR. FRANCO FERRARO

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