Camera di Commercio, il mese di marzo e quello migliore per l’imprenditoria femminile

PISA – Marzo, mese delle donne, è il momento migliore per parlare di imprenditoria femminile. La notizia viene direttamente dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa (sulla banca dati Infocamere-Stockview): nel 2013 le imprese rosa sono cresciute dell’1,5%, in virtù di un saldo positivo tra iscritte e cessate (pari a 153 unità) il totale raggiunge nella nostra provincia quota 10.079 aziende.

Il tasso di crescita spicca ancor di più se messo a confronto con quello regionale e nazionale, rispettivamente +0,7% e +0,6%. Determinante è il ruolo delle imprese “giovanili”, +166 unità (pari ad un tasso di crescita del +13,0%) e di quelle guidate da imprenditrici straniere +72 unità (tasso di crescita +7,5%). Si tratta di progressi che aumentano l’incidenza delle due categorie sul totale delle imprese femminili che tocca, rispettivamente, il 12,6% (1.263 unità guidate da giovani donne) e 9,9% (996 aziende amministrate da donne straniere). Poco sotto un punto percentuale (+0,9%), ma pur sempre positivo, il contributo delle aziende femminili guidate da italiane.

«In un settore, come quello dell’imprenditoria, dove non esistono le quote rosa – afferma Piefrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa – l’universo femminile continua a guadagnare terreno grazie alla componente straniera e giovanile».

Non riserva particolari sorprese l’analisi dei settori: i servizi per la persona (centri estetici, parrucchieri, centri benessere, ecc..) sono ancora il comparto più popolato da imprese femminili (52,6%), seguito dalle confezioni di articoli di abbigliamento (43,1%) e dai servizi di alloggio (37,8% hotel, B&B, ecc.). Nel commercio al dettaglio e della ristorazione e bar è invece “in rosa” un’impresa su tre, mentre percentuali decisamente inferiori si registrano per i servizi di trasporto e magazzinaggio (12,9%) ed commercio e riparazione di autoveicoli (10,1%).

Quanto alla crescita le imprese femminili avanzano molto nelle attività di ristorazione e bar (+41 aziende, +5,3%), nelle altre attività di servizi per la persona (+13, +1,4%) e, all’interno del manifatturiero, delle confezioni (+10, +6,3%). Le donne arretrano invece in agricoltura (-26 unità, -2,1%): un fenomeno peraltro comune al complesso del sistema imprenditoriale pisano.

«Seppur positiva, la crescita delle imprese condotte da donne si presta ad una duplice interpretazione – continua Pacini – se da un lato, infatti, le imprese femminili sembrano affrontare la crisi con maggior determinazione, dall’altro è anche vero che le donne stanno scendendo in campo per sostenere il reddito familiare crollato a causa della mancanza, o addirittura della perdita, del lavoro».

Fonte: Camera di Commercio

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