Bimbo nato in ipoglicemia, Asl 16 condannata a oltre due milioni e mezzo di risarcimento

PONTEDERA – La Gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 di Pontedera, oggi inglobata nell’Asl 5 di Pisa, è stata condannata dalla Corte di Appello di Firenze ad un maxi risarcimento di oltre 2 milioni e mezzo di euro per la vicenda della nascita di un bambino in ipoglicemia. Per i giudici tutto cio’ era prevedibile ed evitabile.

Lo ha reso noto la stessa azienda sanitaria pubblicando, sul proprio sito internet, la delibera (Delibera 16/CL 2013) del direttore generale con cui si recepisce la sentenza e con cui si dispone il pagamento di quanto prescritto dai giudici di secondo grado in merito ad una vicenda riguardante un parto, avvenuto all’ospedale di Pontedera, in cui si verificò un caso di ipoglicemia nel neonato. Una condizione che, se non curata correttamente, può causare danni anche di tipo celebrale al bambino. I neonati infatti hanno bisogno di glucosio per produrre energia e la maggior parte del glucosio viene usato dal cervello. L’ipoglicemia neonatale, di fatto, è una condizione in cui il glucosio (zuccheri) presente nel sangue del neonato scende al di sotto di una soglia considerata sicura nei primi giorni dopo la nascita.

Una storia iniziata vent’anni fa. La storia che ha portato a questo risarcimento è molto lunga. Nelle aule dei tribunali inizia nel 2001 ma in realtà il tutto inizia più di venti anni fa e cioè il 28 maggio 1992, quando all’ospedale di Pontedera. all’epoca gestito dall’Usl 16, viene al mondo L. F., che oggi ha 21 anni. Nove anni dopo la sua nascita, il 2 agosto 2001, i genitori F.F. (padre) e S.M. (madre), citano in giudizio la gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 di Pontedera (nel 1992 l’Asl 5 ancora non esisteva e nel frattempo è subentrata la Gestione liquidatoria) per essere risarciti dei danni subiti in seguito alle errate cure prestate durante la nascita del loro figlio, avvenuta per l’appunto all’ospedale di Pontedera il 28 maggio 1992.

Il no dell’assicurazione ad occuparsi della causa. La gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 quindi informava dei fatti la compagnia Assitalia, che all’epoca garantiva all’Usl 16 la copertura per i rischi derivati da responsabilità civili verso terzi. Assitalia però rispondeva picche, rifiutando di occuparsi della causa e di difendere la Gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 ma garantendo comunque il massimale previsto dalla copertura assicurativa pari ad un miliardo delle vecchie lire. L’ex Usl 16 si vede così costretta ad assumere come legale l’avvocato Giuseppe Mati del Foro di Pisa. Nel contempo la stessa Gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 contestava ad Assitalia la mala gesto della questione.

Il tribunale di Pisa rigetta le tesi dell’accusa. In primo grado, a Pisa, il giudice rigetta completamente la tesi accusatoria dei genitori di L. F. sulla base della consulenza tecnica di ufficio. Siamo nel 2009, L.F nel frattempo ha compiuto 17 anni, e i genitori comunque decidono di ricorrere in appello, mentre la Gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 decide di resistere.

In appello sentenza ribaltata. I giudici di secondo grado di Firenze, dopo aver disposto una nuova consulenza tecnica di ufficio su richiesta dei genitori, ribaltano la sentenza di primo grado e condannano la Gestione liquidatoria dell’ex Usl 16, che nel frattempo è stata inglobata dall’Asl 5 di Pisa e che ha come commissario l’attuale direttore generale Rocco Damone. Siamo ai giorni nostri, perchè la Corte d’Appello di Firenze emette la sentenza il 31 luglio di quest’anno e poi la notifica all’azienda sanitaria lo scorso 1 ottobre.

Le motivazioni. La nuova consulenza tecnica di ufficio predisposto dai giudici di secondo grado rende note le motivazioni del ribaltamento della sentenza di primo grado e ricostruisce in parte la vicenda. Nella delibera dell’Asl 5 che dispone il maxi risarcimento infatti si legge: “l’ipoglicemia neonatale fosse prevedibile ed evitabile e che fosse da ascrivere a difetto di diligenza da parte del personale dell’ex Usl 16 che accolse la signora S. M. (per) la sommaria redazione della cartella clinica all’ingresso, con l’omissione dei dati relativi ai precedenti metabolici e senza predisporre l’assistenza al neonato tenendo conto del rischio di ipoglicemia”.

Il maxi risarcimento. In esecuzione dell sentenza l’Asl 5 ha predisposto, con una delibera pubblicata lunedì 25 novembre, un risarcimento complessivo a favore di L. F e dei suoi genitori per un totale di 2.366.267, 41 euro. Circa 75mila euro inoltre dovranno essere versati all’avvocato dei genitori e altri 25mila all’avvocato difensore della Gestione liquidatoria dell’ex Usl 16 (Giuseppe Mati) per il rimborso delle spese legali sostenute.

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