Bimbi nerazzurri traditi dai propri beniamini. Il rammarico dell’Associazione Cento

PISA – Tifosi non si nasce, ma si diventa; Romeo Anconetani faceva di tutto per radicare colori e passione nerazzurra nel tessuto sociale di città e provincia.

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Calciatori in tv e nelle scuole, presenza della società nei circoli e nelle sedi sportive, premi e biglietti per tutti i ragazzi in età scolare, gadgets e marketing in ogni dove. Quelle generazioni sono oggi lo zoccolo nerazzurro del tifo a Pisa, ma da quel 1994 è cambiato molto (in peggio), complice anche un calcio moderno ormai ologramma di sé stesso.

Ieri sera, per la terza volta, l’Associazione CENTO ha messo a disposizione del progetto “Scuola del Tifo” (promosso dalla Pisa Accademy) il materiale e il tempo necessario per raccontare ai bimbi ospiti un po’ di storia del Pisa, attraverso aneddoti e alcune maglie d’epoca. Tra molte difficoltà (la mancanza di una sede museale e di una sede operativa, orari assurdi delle partite, scarsi risultati sul campo e chi più ne ha più ne metta…), abbiamo comunque sposato questo progetto che per noi traduce in pieno i nostri scopi statutari. L’entusiasmo dei ragazzini per una squadra dai risultati poco accattivanti ci ha ancora una volta spiazzato, segno che nonostante le big del calcio stiano monopolizzando la scena e soppiantando la cultura sportiva con l’interesse e il business, ci sono ancora ampi margini di tenuta, specie nelle giovani generazioni.

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Dopo il consueto tour della tribuna coperta, per molti bimbi ancora sconosciuta, un po’ di notizie sulla nascita del calcio pisano e la consueta passata in rassegna di alcune maglie storiche (quella di Dunga e Simeone su tutte), i bimbi hanno visto la squadra in campo per l’abituale sopralluogo prima del riscaldamento e su nostro invito hanno cominciato a fare dei cori di incitamento, sperando almeno in un saluto dei calciatori (lo stadio era ancora deserto). Nessuno dei presenti in campo si è degnato di un cenno verso quei bambini, nonostante i cori ripetuti (e ben udibili visto che la testa l’hanno girata per capire la provenienza di tale “fastidio”), un fatto secondo noi molto grave che evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, la distanza siderale tra questa rosa e la città. Un comportamento al limite della strafottenza e della superficialità, poi convalidato dal campo, dal quale gli stessi bimbi (oltre che tutto il resto della tifoseria, stremata da una stagiona disastrosa sotto ogni punto di vista) hanno ricevuto un messaggio pessimo.

Nella speranza di non avere più nulla che fare con questi atteggiamenti, l’Associazione CENTO auspica un futuro più roseo, ma soprattutto spera in una netta inversione di rotta sul piano delle iniziative e delle operazioni adatte a ricominciare un processo serio e professionale di radicalizzazione dei colori nerazzurri presso i giovani, le scuole, le società sportive e i settori giovali di città e Provincia. Pisa ha bisogno di tutto questo se vuole ritornare in alto, ancor prima di buoni giocatori che ci facciano vincere di nuovo i campionati.

Fabio Vasarelli, per l’Associazione CENTO

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