Autodeterminazione al termine della vita. Le parole di Gallo (PD)

Pisa – Il tema dell’autodeterminazione in fin di vita. Si pronuncia il consigliere comunale Gallo. La Costituzione è molto chiara: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, “La libertà personale è inviolabile”, “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”

E’ un tema che attanaglia da sempre tutti, sopratuttto dopo la vicenda di Dj Fabio, c’è chi è a favore e chi no.

In merito, si pronuncia il consigliere comunale del PD Gallo sono le seguenti:“In questi giorni con la triste vicenda di Dj Fabo, è riemersa con tutta la sua drammaticità il tema delicato dell’autodeterminazione alla fine della vita. La tematica del testamento biologico da anni si pone al centro di un articolato dibattito in ambito scientifico, giuridico ed investe trasversalmente questioni di ordine clinico-medico, etico-religioso e di inquadramento generale nell’ordinamento giuridico italiano. Pisa si è immersa in questo dibattito fin dal 2009 grazie all’allora consigliere Comunale Luigi Branchitta che aprì il 3 marzo un dibattito in consiglio comunale che si è concluso con l’approvazione, da parte della maggioranza di centrosinistra e degli altri partiti di sinistra, di una mozione che ha dato il via all’istituzione del “Registro di raccolta dei testamenti biologici” in attesa di una legge nazionale che disciplinasse il tema e che purtroppo ancora ad oggi non c’è.

Il Registro, il primo ufficiale in un Comune, è stato poi istituito il 27 maggio 2009, è tuttora vigente e ad oggi sono iscritte le volontà di 95 persone. E’ uno strumento che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico; raccoglie la volontà di fine vita di coloro che intendono rinunciare a cure palliative. Il dibattito a Pisa su questo tema si aprì grazie ai casi Welby e Englaro che  decisero di avvalersi pubblicamente di un diritto sancito dalla costituzione per porre fine al loro dramma personale e familiare.

Le ultime parole di Dj Fabo: “Via da quest’inferno, ce l’ho fatta senza l’aiuto del mio Stato” pesano come un macigno nella coscienza di tutta la classe politica. Dj Fabo ha lanciato l’ennesimo urlo di aiuto allo stato affinchè dia dignità a tutte quelle persone nelle sue stesse condizioni di salute concludendo rapidamente l’iter di approvazione di una apposita legge che regolamenti il fine vita e, in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, le modalità con cui rendere possibile, a chi ne senta il bisogno, di depositare e dunque rendere cogenti le proprie volontà sui trattamenti clinici di fine vita, istituendo un registro per la raccolta e conservazione dei testamenti biologici.

La Costituzione è molto chiara: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, “La libertà personale è inviolabile”, “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”. E ancora la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”, poi ribadisce che, “nell’ambito della medicina e della biologia” deve essere rispettato “il consenso libero e informato della persona interessata” la quale ha “diritto alla propria integrità fisica e psichica”, e riconosce inoltre a ogni individuo il diritto “al rispetto della propria vita privata” nonché quello “alla libertà di … coscienza”.

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