Al Teatro Era il 3, 4 e 5 Febbraio i classici fra immagini e phone’

PONTEDERA – Un focus dedicato a Roberto Latini e Fortebraccio Teatro nell’ambito della Stagione 2016/17 del Teatro Era – Teatro della Toscana, con due appuntamenti: Metamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi) e Amleto + Die Fortinbrasmachine. Roberto Latini, pluripremiato con i maggiori riconoscimenti della scena contemporanea – Premio Ubu 2014 e Premio della Rete Critica 2015 – incontrerà il pubblico il 5 febbraio al termine dello spettacolo Amleto + Die Fortinbrasmachine.

Il 3 e il 4 febbraio sul palco del Teatro Era prendono forma le Metamorfosi da Ovidio, un adattamento che ha trasformato il classico latino in un vocabolario per immagini, la cui vasta materia di Miti e di storie di creature fantastiche è stata allestita senza intento filologico e cronologico dal regista. Latini ha elaborato una drammaturgia mobile e immaginifica in cui Il concetto di metamorfosi diventa spunto per una continua trasformazione, per indagare sulla possibilità dell’indefinibile, sulla precarietà stessa del percorso creativo e i suoi processi. Sullo sfondo un universo di figure clownesche che danno corpo e voce alle creature di Ovidio.

Gli undici episodi – Caos, Sirene, Aracne, Minotauro, Corvo, Sonno, Ecuba, Sibilla Cumana, Argonauti, Orfeo e Euridice – sono presentati in una unica serata il 4 febbraio dalle ore 21 fino a mezzanotte, ad eccezione dell’episodio Narciso, durata di 12 minuti per uno spettatore alla volta con prenotazione obbligatoria, che sarà in scena il 3 febbraio a intervalli di 15 minuti a partire dalle ore 15 alle 22 e il 4 febbraio dalle ore 10 alle 18. In scena insieme allo stesso Latini si avvicendano nei diversi episodi: Ilaria Drago, Alessandra Cristiani, Roberto Latini, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Alessandro Porcu, Paola Zaramella.

Un lavoro sui classici, la loro decostruzione e tradimento, quello che Fortebraccio Teatro continua Il 5 febbraio alle ore 18.30 con Amleto+ Die Fortinbrasmachine: riscrittura fatta insieme a Barbara Weigel, della nota opera Die Hamletmachine di Heiner Müller della fine degli anni ’70 ispirata a Shakespeare. Di Heiner Müller questo nuovo lavoro di Latini conserva la struttura, la divisione per capitoli o ambienti, componendo un meccanismo, un dispositivo scenico, una giostrina su cui far salire tragedia e commedia insieme.

Come indica lo stesso titolo Amleto + Die Fortinbrasmaschine, il nuovo lavoro del Premio Ubu, è una riscrittura originale, metateatrale, quindi politica e culturale, pratica che ha da sempre interessato la compagnia per la possibilità di rivolgersi al teatro stesso e alla sua funzione oggi. Amleto è una tragedia di orfani per Fortebraccio, protagonisti e antagonisti di un tempo in cui i padri vengono a mancare. Così il teatro genera se stesso e questa nuova creazione di Latini diventa un classico del nostro tempo, tale viene consegnato al pubblico.

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