La Stazione Leopolda sabato avrà un nuovo defibrillatore donato da Cecchini Cuore

PISA – Un’inaugurazione importante per la cardioprotezione in Italia. Nella sede della Leopolda di Pisa, sabato 2 aprile, verrà installato un defibrillatore al fine di proteggere i cuori dei partecipanti alle iniziative del prestigioso centro culturale. Il defibrillatore verrà donato da Chiara Borri alla stazione tramite la Onlus Cecchini Cuore.

Chiara Borri commenta così la sua donazione: “La famiglia Borri desidera ricordare il proprio congiunto, Dott. Mario Borri, scomparso il 2/4/2000, attraverso la donazione di un defibrillatore da collocare alla stazione Leopolda di Pisa. Siamo grati al Dott. Maurizio Cecchini per la disponibilità e l’aiuto prezioso che ci ha offerto nella realizzazione di questo progetto.”

La cerimonia di consegna sarà all’insegna della sensibilizzazione nei confronti dell’’arresto cardiaco e al ruolo fondamentale ricoperto del defibrillatore semiautomatico, strumento essenziale per salvare la vita in caso di arresto cardiaco extra ospedaliero. Il defibrillatore semiautomatico (DAE) è un apparecchio semplice, intuitivo, sicuro e alla portata di tutti. Il defibrillatore semiautomatico HeartSine® Samaritan® PAD 350P e la teca Rotaid, hanno una combinazione che coniuga state-of-the-art scientifico a design estremamente intuitivo, facilità d’uso ed impatto ambientale minimo.

RCP Planet offre una serie di prodotti e servizi afferenti alla cardioprotezione, che permettono di avere un interlocutore unico, in grado di seguire il cliente in tutte le fasi di implementazione di un progetto di cardioprotezione, sia pubblico che privato. Commenta così la responsabile della RCP Planet Rosanna Tarsiero questo evento importante: “La stazione Leopolda di Pisa, in quanto struttura dedicata ad eventi culturali che attraggono un flusso di visitatori notevole, rappresenta la collocazione ideale per una soluzione di cardioprotezione rappresentata dall’accoppiata HeartSine e Rotaid, a basso impatto ambientale e facile da usare anche da parte di soggetti disabili. Auspico che altre strutture pisane preposte ad eventi culturali decidano di dotarsi di una soluzione simile onde tutelare contemporaneamente tanto i propri visitatori che i propri espositori e lavoratori dipendenti”

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