Strage di Bruxelles. Ancora odio, ancora strage…ma quando nuovi modelli d’amore?

PISA – Ancora una volta è dilaniante odio, è deflagrante cecità e sordità della coscienza umana, è assurda strage e possiamo sentirci tutti un po’ idealmente e tristemente genitori, fratelli e figli delle vittime dei vigliacchi attentati di Bruxelles, e delle loro disperate famiglie che le piangono.

image

di Bruno Pollacci

Si…certo… è fin troppo facile affermare che nulla può giustificare tali azioni e condannare e liquidare questi giovani dell’Isis come mostri assassini, ma al di là del fatto che la realtà del loro agire li qualifica inesorabilmente come tali, mi viene spontaneo ed insistente un drammatico pensiero: se fossimo i genitori o i fratelli dei terroristi assassini, ed in qualche modo, come cittadini della stessa società, un po’, a mio avviso lo siamo, possiamo e magari dobbiamo chiederci: “…ma…abbiamo forse sbagliato qualcosa?” Non siamo minimamente responsabili di queste manifestazioni d’odio? Quali sono i modelli, gli esempi e gli insegnamenti che questa nostra società offre quotidianamente a tutti noi ed alle nuove generazioni? Sono maggiori gli esempi di solidarietà, di fratellanza, di sensibilità e di amore verso il prossimo o sono maggiori quelli di competizione, di prevaricazione, di opportunismo, di egoismo, di menefreghismo, di violenza e di insensibilità? Forse abbiamo partorito una società spietata, capace di offrire l’esempio dell’erezione di fili spinati e muri davanti ad intere popolazioni in fuga disperata dalla violenza, dalla guerra e dalla fame, senza pensare che ognuno di noi potrebbe essere nelle condizioni di quei disperati, di quei popoli. Forse abbiamo creato una società capace di mettere gli interessi economici davanti agli interessi della comunità e della dignità umana? Forse abbiamo permesso per secoli che una società maschilista praticasse sistematicamente ogni sorta di discriminazione, di mancanza di rispetto e violenza verso la donna? Forse abbiamo permesso e favorito con indifferenza la violenza sull’ambiente con un inquinamento ormai a livelli drastici e con conseguenze al limite dell’irreversiibile pur di affermare l’aumento della produzione? Forse abbiamo permesso l’affermazione di una società nella quale la corruzione stà diventando normale pratica quotidiana? E magari lasciamo che si confermi una società nella quale s’imparino primariamente i concetti della separazione e non quelli dell’unione. Una società che favorisce diffidenza ed odio tra diversi di razza, di religione, di genere, di etnia, di appartenenza sociale e politica, ed addirittura di appartenenza a fazioni sportive o di appartenenza a quartieri della stessa città…Si…forse possiamo farci qualche domanda e magari darci anche qualche risposta, decidendo nel “quì e ora” d’impegnarci tutti, in prima persona e senza delegare nessun altro, a farci un’esame di coscienza sincero e ad impegnarci per offrire diversi modelli da questi, per come possiamo, per come sappiamo, per come possiamo imparare ad essere ed a fare, per un presente ed un futuro da riqualificare, tanto almeno per poter definire veramente la nostra come una società “umana” nella quale non si manifestino più gesti così crudeli ed insensati come quelli delle stragi terroristiche. Ed è alle vittime degli attentati, alle loro famiglie, ma anche ad ognuno di noi ed al progetto d’impegno per offrire migliori esempi d’amore, che dedico il mio acquerello che nasce dal sogno di un solidale abbraccio ideale tra i popoli, simbolo del riconoscimento del “fratello” nel prossimo.

By