Controlli di regolarità: nessun atto illegittimo

PISA – In relazione al controllo sulla regolarità degli atti, gli strumenti di cui si è dotata l’Amministrazione comunale servono a prevenire possibili degenerazioni, monitorando e controllando affidamenti, determine e gare, evitando quindi che da possibili anomalie formali si rischi di passare a anomalie più pesanti e sostanziali.

Il monitoraggio degli atti serve innanzitutto come forma di deterrenza rispetto a possibili devianze: chi redige gli atti sa che è sottoposto a controllo di un soggetto sopra le parti come il Segretario Generale e questa è la prima forma di prevenzione. Tale monitoraggio serve a individuare anche eventuali problemi e di conseguenza, con disposizioni organizzative precise, a evitare il loro ripetersi o almeno a individuare un trend positivo. Trend positivo che ogni recente relazione ha ben evidenziato. In questo contesto l’attacco alla parte politica e al sindaco in particolare appare davvero fuorviante. E’ la politica, con atti di consiglio e di giunta, ad aver chiesto al Segretario generale, nell’ambito dell’attività prevista dalla normativa, di controllare, monitorare, segnalare, individuare soluzioni operative. E questo il segretario ha fatto, con precisione e senza alcuna reticenza. Ma il primo dato che viene evidenziato e che viene omesso in letture di parte, è che ogni atto esaminato è legittimo e che non risultano atteggiamenti d’illegalità. Ogni atto è conforme alla legge in materia di affidamenti. Si vuole far passare subdolamente un messaggio di collusione che è palesemente falso e che respingiamo senza indugi.

A cosa servono, quindi, le relazioni del Segretario Generale? Lo spiega la stessa D.ssa Marzia Venturi con questa nota: La relazione annuale sui controlli di regolarità amministrativa descrive i risultati dei controlli effettuati durante l’anno su alcune tipologie di atti. L’attività di verifica è uno strumento di presidio sulla correttezza dell’attività amministrativa, che non è fine a se stesso, ma consente di prendere atto di eventuali situazioni anomale e elaborare soluzioni adeguate: il controllo ha natura collaborativa e non punitiva, con la finalità di aumentare l’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa e consentire l’esercizio dei poteri di revisione della propria attività, anche in ottica deflattiva del contenzioso. Il controllo successivo di regolarità amministrativa è poi “intrecciato” a doppio filo con l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione che, a sua volta, si inserisce nel sistema integrato di prevenzione. All’interno di questo meccanismo, si inserisce l’analisi sugli affidamenti di lavori pubblici (settore considerato “a rischio” anche dall’Autorità Nazionale AntiCorruzione), che individuando le possibili “disfunzioni” che possono creare il terreno fertile per la penetrazione di fenomeni anche di natura corruttiva, ha lo scopo di: sviluppare e affinare il modello di analisi degli atti amministrativi di affidamento lavori; utilizzare indicatori specifici per individuare eventuali disfunzioni o devianze comportamentali che possono incidere sul buon andamento dell’azione amministrativa; individuare azioni preventive di intervento specifiche e mirate, da integrare con gli altri strumenti di programmazione già presenti nell’Amministrazione. Si tratta di un controllo che va oltre la mera applicazione di adempimenti normativi e che costituisce lo sviluppo di temi di estrema attualità, oggetto, proprio in questi giorni, di specifiche relazioni del dott. Cantone, presidente di ANAC. Partendo dall’analisi degli atti di affidamento lavori, si è ricostruito un quadro della realtà esistente, nell’ottica della massima trasparenza, per individuare soluzioni specifiche e quindi progettare misure preventive nella maniera più sistematica e razionale possibile. L’analisi ha consentito di individuare due tipologie di rimedi specifici, di tipo organizzativo e giuridico, per ridurre, se non eliminare nel tempo, le possibilità di tenere comportamenti devianti. Inevitabilmente i rimedi sono stati tradotti in misure di prevenzione di anomalie e disfunzioni che sono state inserite e sviluppate nel Piano Anticorruzione, che ha efficacia triennale (tra le misure individuate si possono citare: formazione specifica, revisione del regolamento per la disciplina delle acquisizioni in economia, creazione e utilizzo di elenchi di operatori economici nei vari settori dei lavori pubblici, individuazione di criteri di qualità della progettazione).

Nel merito delle relazioni, quali sono gli elementi da evidenziare? Per forniture e servizi sono cresciute positivamente nel tempo le procedure tramite MEPA (mercato elettronico della pubblica amministrazione): si parte dal 23% del primo quadrimestre 2015 fino ad arrivare al 40% dell’ultimo quadrimestre. Questo dato è in incremento sensibile rispetto al 2014 ed è dovuto al fatto che sempre più beni e servizi sono disponibili su MEPA. Questi atti sono stati esclusi dal controllo perché corretti in origine, vista la normativa. Gli affidamenti diretti, inoltre, sono stati in più occasioni preceduti da richieste di offerte avviate su MEPA e andate deserte. Complessivamente gli atti giudicati positivamente o positivamente con rilievi in questo ambito sono il 73% del totale analizzato. Atti che risultano piuttosto curati e ben articolati. I giudizi negativi sono per lo più motivati da scarsa comprensibilità dei testi, riferimenti normativi non aggiornati, redazione non lineare. In nessun caso con profili di illegittimità. Nel settore lavori pubblici gli affidamenti diretti, come numero di atti, sono diminuiti dal 70% al 56% segnando quindi un trend positivo. Si tratta soprattutto di piccoli interventi di manutenzione straordinaria e di somma urgenza. L’importo modesto di tali affidamenti e le esigenze di celerità sfuggono quasi sempre a logiche di programmazione che comunque per molti settori avviene con precisione. In questo settore gli atti giudicati positivamente sono oltre la metà con una tendenza positiva rispetto agli anni precedenti. Gli atti giudicati non positivamente lo sono per motivi vari, tra i quali illogicità (ad esempio viene confusa la variante in corso d’opera con lavori complementari), poca linearità nelle motivazioni degli atti, urgenza alla quale non segue la celerità dei lavori. In nessun caso con profili di illegittimità.

La relazione sui lavori pubblici 2011-2014. E’ vero che nei 4 anni considerati gli affidamenti diretti sono stati 454 su 653, ma questi rappresentano solo il 15% del totale degli importi, mentre il 72% è stato speso con procedure aperte (51%) o negoziate (21%). Solo il 12% riguarda varianti e l’1% a somme urgenze. La rotazione delle imprese: mettendo a confronto il biennio 2011-12 e 2013-14 si può rilevare un maggiore tasso di rotazione, segnando un trend positivo. Questo fatto è dovuto anche alla istituzione degli albi delle imprese dalle quali estrarre a sorte in caso di affidamento diretto. Tali albi erano indicati nelle precedenti relazioni come strumento da attuare e sono stati attuati in molti settori. La regionalizzazione: è difficile dire che una maggiore regionalizzazione delle imprese corrisponda di per sé ad un dato negativo. Se questo, come nel caso del Comune di Pisa, non contrasta con leggi e normative, è un elemento socialmente positivo perché sostiene la sopravvivenza di ditte locali e garantisce posti di lavoro. Da sottolineare che anche nel caso di gare vi è un positivo grado di regionalizzazione evidenziando una grande qualità del tessuto imprenditoriale locale. Nel periodo 2010-2013, durante il quale ad esempio sono state fatte le gare per i progetti Piuss, quasi il 60% degli investimenti totali sono stati assegnati a ditte toscane in procedure competitive in quanto realizzate per lo più con il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

In sintesi, Lo strumento dei report periodici della Segretaria Generale, è uno strumento di lavoro per migliorare le cose. L’ultimo prodotto evidenzia che molte indicazioni esposte nei report precedenti sono state concretizzate, con un trend positivo. Usare questi report, redatti proprio su indicazione della Giunta e anche al di là degli obblighi di legge, per attacchi politici è inaudito; è un metodo, quello degli attacchi scomposti e senza prove, ultimamente usato in molte occasioni e che reputiamo dannoso prima di tutto per la città.

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