Diego Vannucci nerazzurro mancato a Pisanews: “Sarei rimasto volentieri a Pisa,lì ho conosciuto un gruppo sano,ma adesso devo pensare alla salvezza del Savona”

PISA – Dopo il pareggio di sabato scorso in quel di Rimini, la squadra nerazzurra è attesa da un’altra gara interna sabato prossimo, alle ore 20,30 contro un Savona da non prendere assolutamente sotto gamba, in quanto ultimo in classifica, perché ciò è dovuto a penalizzazioni senza le quali sarebbe a metà graduatoria. E di questa prossima gara e di altro abbiamo parlato con un nerazzurro mancato, che si è allenato a Filettole, quest’estate, con il Pisa allenato da Favarin. Stiamo parlando di Diego Vannucci, centrocampista, nato a La Spezia il 20 febbraio 1988 ma carrarino doc, città nella quale vive ed a cui è molto legato.

di Maurizio Ficeli

Vannucci è alto cm.1,84 per 78 kg.di peso ed ha indossate le maglie di Lucchese, Carrarese, Real Vicenza prima di arrivare in Liguria.

Diego, benvenuto su Pisanews: come sta andando la tua esperienza nel Savona?

“Mi sto trovando molto bene, sono un gruppo di ragazzi eccezionali, che vogliono assolutamente fare bene e malgrado i problemi di penalizzazioni di classifica, noi cerchiamo di pensare solo al campo, per raggiungere quel nostro obiettivo che è la salvezza”.

Se dovessi parlare di questo Savona, come lo descriveresti?

“Il Savona è una squadra che non merita assolutamente di esser fanalino di coda e noi in ogni gara dovremo sempre fare quel qualcosa in piu per portare a casa più punti possibili”.

Sabato scenderete all’Arena Anconetani contro un Pisa secondo in classifica: gara ed ambiente non facile per fare punti, vero?

“Sicuramente quando si tratta l’argomento Pisa si va a parlare di una grossa squadra e di una società che non merita assolutamente la Lega Pro sia a livello organizzativo e sia di pubblico”.

Tu, tra l’altro hai fatto parte della squadra nerazzurra, allenandoti in quel di Filettole con Mister Favarin: cosa ricordi di quel periodo?

“Anzitutto ci tengo a dire che sono stato fortunato ad avere effettuato la preparazione con un gruppo come quello nerazzurro, nel quale fui chiamato dalla società e da Mister Favarin, però poi sono stato altrettanto sfortunato nel non avere avuto l’opportunità di rimanervi per dimostrare tutto il mio valore”.

C’è del rammarico per non essere rimasto all’ombra della Torre pendente?

“Sicuramente, perché mi avrebbe fatto piacere vestire la maglia di una società è di una piazza così importante quale Pisa. Poi ho avuto anche la fortuna di conoscere lì, un gruppo di ragazzi veramente sano, con tanti giovani, diversi dei quali non sono stati confermati e giocatori più esperti. Io sono rimasto in contatto con Dario Polverini, mio compagno nel Real Vicenza”.

Che gara ti aspetti sabato prossimo all’Arena?

“Sarebbe scontato dire che affrontiamo la squadra più forte di questo campionato, insieme alla Spal. Noi dovremmo entrare in campo, cercando di non pensare alla gara che vincemmo all’andata, perché questa di ritorno sarà una partita che avrà un ‘altra storia, contro un Pisa sicuramente agguerrito, ragion per cui dovremo sopperire con la corsa e con la determinazione alla loro maggiore esperienza supportata dal gran calore che il tifo pisano darà ai loro beniamini”.

Guardiamo un attimo la parte alta della classifica: la Spal ha già vinto il campionato od il Pisa può ancora sperare nel primo posto?

“Secondo me è giusto che il Pisa se la giochi fino in fondo, tanto più che ha lo scontro diretto in casa e poi mi ricordo, nell’anno che giocavo nella Carrarese, in quel girone lottavano per la promozione in B Trapani e Spezia, ed il Trapani era in testa con 11 punti in più dei liguri ebbene alla fine conquistarono la promozione diretta gli aquilotti spezzini, costringendo il Trapani a conquistare la B con i playoff”.

Nel tuo futuro ci potrà essere un orizzonte colorato di nerazzurro?

“Intanto, io penso al Savona e voglio cercare di fare il bene di questa squadra salvandomi. Poi, se in un futuro, non so quanto, il Pisa dovesse richiamarmi, sarebbe sicuramente difficile per me dire di no ad una chiamata del genere”.

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