SpazioBono19 apre il confronto tra giovani e movida

PISAGiovani e movida: un importante momento di confronto e riflessione si è tenuto venerdì presso Spaziobono19, il centro aggregativo giovanile promosso e finanziato dalla Società della Salute insieme al Comune di Pisa, a un mese dalla sua apertura. Si tratta del primo di una serie di iniziative dedicate al tema al fine di programmare attività estive e organizzare iniziative di riduzione del danno.

All’incontro “La notte al centro. Alla ricerca di strategie condivise di gestione del divertimento notturno” sono intervenuti la presidente della Società della Salute della Zona Pisana, Sandra Capuzzi, il viceprefetto Massimo Valerio Romeo, Fabrizio Mariani, presidente C.N.C.A. Toscana (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza), rappresentanti del CTP di quartiere e studenti dell’associazione “Sinistra Per” che hanno presentato i risultati di un’indagine condotta attraverso oltre 700 interviste ai giovani della città in merito al cosiddetto fenomeno della movida pisana. Diversi gli spunti di riflessione emersi dalla ricerca. La ricerca sottolinea come, nonostante sia molto bassa la percentuale di chi decide o ha la possibilità di frequentare locali fuori dal centro, un gran numero di giovani ha risposto positivamente alla proposta di spostare il baricentro delle uscite serali verso zone meno centrali, “se vi si tenessero iniziative interessanti a prezzi accessibili e in presenza di un servizio di trasporto che consentisse di raggiungerle”. Ancora, tra le cause che trattengono i giovani nelle piazze, l’insufficienza di attività ricreative convincenti. La ricerca tratta anche la questione legata al degrado ambientale: un’elevata percentuale degli intervistati si dichiara attenta all’ambiente e consapevole dell’impatto della movida. Per ridurre il danno in tanti hanno sottolineato la necessità di cestini e servizi igienici.

“Un’indicazione importante che viene da questa ricerca – spiega la presidente della Società della Salute, Sandra Capuzzi – è che è giusto perseguire l’obiettivo di decentrare il divertimento per ridurre l’impatto su centro della città: l’ipotesi non sarebbe malvista dai giovani purché ci sia un piano di mobilità adeguato ai bisogni. Ancora, la ricerca ci conferma che i giovani stanno nelle piazze anche perché non sono soddisfatti dell’offerta ricreativa e che perciò c’è spazio per continuare a lavorare sulla costruzione di alternative. Si tratta di spunti che commercianti ed associazioni culturali devono saper cogliere. Il decentramento stesso non può essere imposto ma deve essere condiviso”.

L’incontro di venerdì risponde in pieno alle finalità per cui è nato Spaziobono19. “Abbiamo voluto creare un luogo di incontro tra le varie anime del quartiere – continua la Capuzzi – e ci stiamo riuscendo. I giovani, così come le varie anime del quartiere, stanno rispondendo in modo positivo e propositivo. Continueremo ad affrontare le criticità del centro storico e, nelle prossime settimane, sarà qui presentato uno studio sul rumore associato alla movida promosso proprio dai comitati di quartiere”.

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