Pieragnoli sul caso Alitalia. Galilei: “Nessuna strumentalizzazione: L’Ad di Toscana Aeroporti non neghi l’evidenza”

PISA – “L’Ad di Toscana Aeroporti Gina Giani stavolta ha sbagliato bersaglio: strumentalizzazioni politiche e guerre di campanile non fanno parte del nostro dna. Questa accusa la può rivolgere ad altri interlocutori che probabilmente lei stessa conosce molto megli di noi”.

Non usa mezzi termini il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli nel rispondere alla accuse che l’Ad di Toscana Aeroporti ha rivolto all’associazione di categoria pisana: “Mi pare azzardato che la dott.ssa Giani definisca infondate le preoccupazioni degli imprenditori turistici, visto il suo ruolo di Ad di Toscana Aeroporti e non quello di portavoce delle imprese toscane. E’ una questione di punti di vista: Lei dice che tutto va bene e che i risultati arriveranno, ma si metta il cuore in pace se gli imprenditori turistici del territorio sperimentano ogni giorno, sulla propria pelle, l’esatto contrario”.

“Noi ci rendiamo perfettamente conto della portata dell’operazione che è stata fatta con la fusione tra Pisa e Firenze” – prosegue il direttore – “e proprio per questo siamo preoccupati quando vediamo che un vettore dell’importanza di Alitalia decide di smobilitare da Pisa. Termini come prestigio, appetibilità per i vettori più importanti extra low cost, segmentazione del mercato, allargamento dell’offerta di pubblico usati a suo tempo per celebrare l’accordo con Alitalia sono oggi di colpo accantonati. Abbiamo letto di esperti del settore che, a seguito dell’accordo fra Etihad e Alitalia, invitavano ad accelerare la fusione tra Pisa e Firenze per cogliere la grande opportunità di diventare terzo polo aeroportuale d’Italia. Eppure a distanza di poco tempo, scopriamo che quelle previsioni erano sbagliate. Alitalia ha fatto una scelta precisa, potenziare Fiumicino. Oggi sappiamo chi ne farà le spese: appunto Pisa”.

“Forse di questo problema sarebbe stato più opportuno discuterne alla luce del sole con le parti interessate, invece che tenerlo nascosto nelle segrete stanze” – conclude Pieragnoli: “Alla fine solo il tempo dirà chi ha ragione ma un fatto è certo: la compagnia di bandiera italiana se ne va quasi del tutto da Pisa. Così come è un dato oggettivo, che a seguito della privatizzazione, il controllo strategico del Galilei è fuori non solo da Pisa, ma dalla Toscana intera”.

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