“Una città proletaria”. La ristampa del libro di Athos Bigongiali. Sabato 12 marzo al Verdi la presentazione pubblica

PISA – La nostra città a volte ci sorprende con avvenimenti capaci di raccontare parti importanti della sua storia.

E’ il caso della presentazione della nuova edizione del libro di Athos Bigongiali, Una città proletaria, che si terrà al Teatro Verdi sabato 12 marzo alle ore 17.30, alla presenza, tra gli altri, del Prof. Marco Santagata, dell’assessore alla cultura Andrea Ferrante, dell’editore MdS Fabio della Tommasina, del coordinatore editoriale Fabrizio Bertelloni e dello stesso autore.

Dopo 27 anni ritorna disponibile al pubblico dei lettori e soprattutto dei giovani che non ebbero la possibilità di leggerlo un libro, da tempo fuori catalogo, che fu un caso letterario quando uscì, nel 1989, edito dal prestigioso Editore Sellerio di Palermo.

Il libro di Bigongiali, che allora era un esordiente, rimase in classifica per settimane trovando un pubblico di lettori che non era dato sperare esistesse, al punto che Elvira Sellerio chiese all’autore una versione “riveduta e corretta”, che è quella sulla cui base, l’editore pisano MdS dà alle stampe la nuova versione con importanti integrazioni. Ma di cosa parla il libro? Una città proletaria è intanto un luogo e un tempo: Pisa, città industriale d’Italia nel primo Novecento, con i fermenti politici e sociali che la percorsero. Affidando il racconto ad uno studente triestino che ricorda cosa fu la città qualche anno prima, il libro ha quasi una doppia natura: è una storia d’invenzione che racconta una storia vera, che è tutta documentata nelle fonti che Bigongiali ha reperito alla Biblioteca Serantini e alla Biblioteca Universitaria. Questa è una storia di anarchici, della prima camera del lavoro, dell’opposizione alla guerra, parla dei vinti e delle loro storie, recuperando memorie che parevano perdute o trascurate, di uomini e donne che sono meritevoli del nostro ricordo. E la penna di Bigongiali è al tempo stesso lieve ed efficace nel dar voce a persone che sopravvivono negli archivi.

Il libro fu fortunato anche perché divenne spettacolo teatrale a cura di Paolo Pierazzini e Francesco Bruni nel 1991 e anche un’opera lirica su musiche di Bruno de Franceschi e libretto di Stefano del Seta e dello stesso Pierazzini.

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