Riforma Sanitaria Regionale, il documento della Sds Pisana

PISA – La Società della Salute della zona pisana interviene con un suo documento nel dibattito sulla riforma sanitaria della Regione Toscana e sulle implicazioni che essa avrà sulle zone distretto.

La legge di riforma, oltre alla riduzione delle Asl, prevede un potenziamento delle competenze delle zone distretto, ma anche, entro il 30 giugno, la riduzione del loro numero e la ridefinizione dei confini delle stesse. L’ANCI Toscana ha per questo avviato un percorso di ascolto dei territori e di confronto istituzionale con la Regione volto a definire i criteri per la nuova zonizzazione, ossia la distribuzione delle zone socio-sanitarie nel territorio regionale. Nel merito, la Sds pisana, così si esprime nel suo documento: “La SdS Pisana, nel prendere in esame i primi documenti sul processo di zonizzazione promosso dall’ANCI, non può che prendere favorevolmente atto di ciò che i dati oggettivi indicano circa il suo futuro, visto che sia per parametri di popolazione, che per parametri di estensione e numero di comuni la zona pisana risulterebbe confermata nella sua attuale conformazione”.

“Il lavoro promosso da ANCI – continua il documento – che è strutturato in modo corretto ed equilibrato, tuttavia non rileva alcuni elementi qualitativi che la SdS Pisana ritiene di primaria rilevanza nel proseguo della discussione e che attengono allo sviluppo e all’estensione dei modelli di integrazione che questi lunghi anni di esperienza hanno prodotto”.

Sul punto interviene anche la presidente della SdS pisana Sandra Capuzzi: “Accogliamo con favore il potenziamento delle competenze delle zone distretto – ha detto durante la conferenza stampa -. Ribadiamo però che l’attuale assetto della Sds pisana deve essere preservato: il processo della zonizzazione ci impone di cercare un nuovo equilibrio territoriale, ma chiediamo che tra i criteri utilizzati per ridefinire le zone sia inclusa anche la capacità dimostrata di sviluppo delle reti di cura e presa in carico. La Sds pisana rappresenta un modello che ha funzionato ed è anche per questo una realtà da preservare. Pensiamo inoltre che sia opportuno allargare la riflessione sul ruolo dei nuovi distretti territoriali”.

“Come affermiamo nel documento – spiega Giuseppe Cecchi, direttore della Sds zona pisana – la Società della Salute della zona pisana in questi anni ha costruito un livello di integrazione, uniformità ed omogeneità dei servizi che certamente devono e possono essere continuamente migliorati ma che costituiscono un patrimonio zonale che si può difficilmente pensare di non valorizzare. I Comuni della zona pisana non solo hanno praticato la programmazione e gestione comune ma hanno saputo costruire percorsi di solidarietà zonale che hanno premiato la loro scelta e assicurato servizi di qualità ai cittadini”.

Il documento è solo prima tappa di un percorso di riflessione e ascolto, che coinvolgerà il territorio e i Comuni della Zona per poi allargarsi al terzo settore e anche alle Società della Salute limitrofe. Lo scopo è quello di riflettere sul ruolo che le nuove zone distretto dovranno avere alla luce dei cambiamenti imposti dalla riforma sanitaria. Il percorso si concluderà a metà maggio con un dibattito pubblico in cui coinvolgere anche la Regione che verterà sulla riforma sanitaria regionale nel suo complesso ma, soprattutto, sul ruolo e sui compiti delle zone.

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