Riassesto idraulico nei bacini di Pisa Nord Est e San Giuliano Terme. Ecco il progetto

PISA – Presentato oggi in Sala delle Ninfe di Palazzo Franchetti, sede del Consorzio 4 Basso Valdarno, il progetto di Riasetto idraulico dei bacini di Pisa Nord-Est nei comuni di Pisa e di San Giuliano Terme.

Il progetto, nell’ambito dell’Accordo di Programma per il trasferimento delle Attività dell’Azienda Ospedaliera e del Polo Universitario da Santa Chiara a Cisanello, vede coinvolte alcune dalle istituzioni importanti del territorio: il Consorzio, l’Azienda Ospedaliera Pisana (Regione Toscana) e l’Università di Pisa. Il primo lotto dei lavori è stato completato, e ha visto la realizzazione di un nuovo collettore dedicato all’area ospedaliera e al bacino di Scolo delle Piagge, di una nuova cateratta meccanizzata di scarico in Arno e di un mini impianto di sollevamento ausiliario. Con il secondo lotto, oggetto della Conferenza di Servizi conclusasi la scorsa settimana, presentato quest’oggi, sarà concretizzato un ulteriore sviluppo dell’area, un ulteriore passo avanti verso lo scopo finale, e cioè lo spostamento completo delle attività dell’Azienda Ospedaliera Pisana e del Polo Universitario da Santa Chiara a Cisanello. In questa fase sono previste diverse opere: un nuovo impianto idrovoro con una portata nominale di 24,5 mc/s scaricatori di piena (fossi San Giusto, San Marco e coll. Via Manchi) alcuni manufatti di connessione idraulica ad attuale bonifica del Fiume Morto una botte a sifone sul fosso San Giusto (ramo secondario) un sottopasso del Nuoco Scolo di Ghezzano su via F. Giovannini alcuni interventi di ricucitura del sistema minore ai nuovi canali nuove linee idrauliche. La realizzazione di queste opere, oltre alla creazione delle premesse per l’espansione del nuovo ospedale in condizioni di sicurezza idraulica molto elevata e senza aggravi di rischio idraulico per la città, ha come ulteriori effetti l’aumento della portata in uscita dai bacini urbani di Cisanello , Ghezzano, la riduzione del rischio idraulico complessivo nelle aree urbane per i quartieri della città di Pisa attraversati dal fosso Marmigliaio (Porta a Lucca) e nelle aree urbane ricadenti all’interno dei bacini, e infine la creazione delle premesse per un adeguamento e riordino dei sistemi fognari meteorici, grazie ai nuovi recapiti della bonifica a scolo meccanico in termini di portata e livelli; Ne discende che il beneficio derivante dal nuovo riassetto idraulico non sarà limitato alla sola zona del polo ospedaliero, ma coinvolgerà anche i quartieri di Cisanello, San Michele, Ghezzano e Le Piagge, mentre indirettamente avrà ripercussioni positive nel quartiere di Porta a Lucca, nella zona di Via di Pratale e in parte de La Fontina. Definita la fase progettuale, nei prossimi mesi verrà completata la progettazione esecutiva sulla base delle indicazioni emerse durante la Conferenza di Servizi, al termine della quale sarà avviata la fase di appalto prevista nell’anno in corso. L’inizio dei lavori è previsto nel 2017, per una durata da cronoprogramma pari a circa 2 anni e mezzo (fine dei lavori nel corso del 2019). L’importo dei lavori relativi al secondo lotto complessivo è di 12milioni di euro. “Nella veste di responsabile del procedimento per l’accordo di programma del 2005 per il trasferimento dell’Ospedale e dell’Università da S. Chiara a Cisanello, quest’opera rappresenta uno dei 3 interventi che il Consorzio 4 Basso Valdarno ha sviluppato per aumentare sensibilmente la sicurezza idrologica di un’area che svolgerà una funzione pubblica di primaria importanza quale il nuovo S.Chiara-Cisanello e rappresenterà uno dei poli ospedalieri universitari più importanti nello scenario regionale e nazionale. Il coronamento dei lavori di bonifica e di sicurezza idraulica si completerà con la costruzione del 3° lotto che metterà in connessione la costruenda idrovora con il canale di scolo in Arno da poco completato. Tutte queste opere girano intorno all’opera principle che ammonta a 291milioni di euro, con il contributo della Regione, dello Stato, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e dell’Università e che consentiranno quindi la costruzione di un nuovo moderno ospedale e degli edifici universitari che accoglieranno i nuovi dipartimenti universitari e la scuola medica di base” questo il commento dell’ing. Rinaldo Giambastiani, AOUP. “Questo intervento fa parte delle opere connesse alla realizzazione del nuovo Polo universitario di Cisanello ed è fondamentale sia per la vita del Polo stesso, sia per il territorio circostante – commenta Sandro Paci, prorettore per l’edilizia dell’Università di Pisa – Quest’opera servirà infatti a risolvere i problemi relativi all’assetto idraulico di un’area dove ci sono insediamenti importanti per l’Ateneo, a partire dal nuovo dipartimento di Chimica e chimica industriale fino alla residenza universitaria dei Praticelli. Oltre che come attore di questo accordo e finanziatore di parte del progetto – l’Università è dunque interessata anche come fruitore degli interventi previsti.” Il Presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno Marco Monaco sottolinea che “Questo è un progetto ad ampio respiro che il Consorzio ha concepito per il territorio in cui opera, del quale è parte integrante, come dimostra anche la sua storia, e che si lega profondamente alle modifiche dell’assetto idrogeologico per garantire capacità produttiva e un maggior benessere per i cittadini. Il nostro lavoro consiste nella “preparazione” del territorio, la preparazione della base per i progetti futuri. Senza i nostri interventi molti degli insediamenti produttivi, nuove realtà che diventeranno parte integrante dei cittadini e che saranno da loro fruibili, non potrebbero esistere. Consorzio non vuol dire solo manutenzione e piccoli interventi: un progetto di questa entità dimostra la nostra capacità progettuale, la profonda conoscenza del territorio da parte dei tecnici e anche capacità di “costruire” il territorio dove abitiamo. Da sempre sono un fautore della collaborazione, dell’unione degli enti, delle realtà pubbliche e private, verso un obiettivo comune. Credo che oggi come non mai nessuno possa essere svincolato e agire autonomamente, ma ci sia bisogno di una programmazione ad ampio respiro e a favore di tutta la comunità. Progetti così grossi non sono così frequenti, ma mi piace pensare che ancora una volta l’ente che rappresento sia capace di mettersi al centro dell’operatività, sentinella di un territorio che inevitabilmente cambia con l’uomo.”

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